La pandemia da Covid-19 ha rivoluzionato l’esercizio del diritto al lavoro, accelerando i processi di digitalizzazione e informatizzazione del settore pubblico e privato e trasferendo buona parte delle prestazioni lavorative in modalità smart working.

Nella prima puntata della rubrica “Diritto e Tecnologia”, intitolata “Smart working e diritto alla disconnessione” l’avvocato Pietro Montella approfondisce il tema del diritto alla disconnessione dal punto di vista del datore di lavoro e del dipendente.

Con il termine smart working si fa riferimento all’opportunità per il lavoratore non solo di lavorare “da casa”, ma di gestire orari e tempi della propria prestazione, con modalità lavorative orientate in senso qualitativo verso il raggiungimento di obiettivi, e non in senso quantitativo nel senso del raggiungimento di un dato monte ore o di un determinato orario di presenza.

Tuttavia, le misure di confinamento e di isolamento forzato per contenere il contagio del virus si sono tradotte in un ingente sovraccarico delle mansioni lavorative a fronte della continuata reperibilità del lavoratore dalla sua postazione domestica, con evidente dilatazione temporale della giornata lavorativa e con evidente difficoltà di staccare la cd. “spina digitale”.

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