I social network guardano sempre più al “business” dei minori, causando non pochi problemi alla loro sicurezza e privacy. Prima le polemiche su TikTok, ora il possibile arrivo di un’app Instagram riservata ai minori di 13 anni.

ItaliaOggi ha approfondito l’argomento in un articolo a firma di Antonio Ranalli, intervistando alcuni professionisti esperti in IP e Privacy, tra questi anche il nostro founding partner Pietro Montella.

Di seguito le sue dichiarazioni: “Nel caso utenti di minore età, il delicato bilanciamento tra libertà, diritti e doveri coinvolti nello spazio digitale deve esser ispirato al principio preminente del best interest of child (art. 3 della Convenzione di New York, 1989). A fronte della massiccia produzione e circolazione di contenuti dal forte impatto sociale della vita collettiva dei giovani, è bene ricordare che l’art. 2-quinquies del Codice privacy pone la soglia minima dei 14 anni (rispetto ai 16 del Gdpr) per esprimere il cd. «consenso digitale»

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